Appuntamento con l’intervista “Better” di Carylersis

Buongiorno Carylersis, prima di parlare della tua storia, ci piacerebbe conoscerti meglio. Ti andrebbe di raccontarci qualcosa di te?

Certamente! Ho 26 anni, due bambini piccoli che mi tengono occupata più ore dell’orologio, e due punti deboli: cibo e divano. Un connubio (im)perfetto, lo so. Amo la pioggia, e il mare. Scrivo sotto pseudonimo, infatti, l’unica cosa che terrò per me in questa intervista, è il mio vero nome, ma sono certa che lo potrete sopportare.

Di cosa parla “Better”?

“Better” parla della storia d’amore di due giovani ragazzi che frequentano il college. Una storia d’amore tormentata, passionale, piena di incertezze, paure, e segreti. I due protagonisti sono l’uno l’opposto dell’altro. Abbiamo lei, Vanessa, una ragazza di diciannove anni che vive insieme alla madre (personaggio decisamente sopra le righe) e vive una situazione economica non proprio vantaggiosa. Vanessa è una ragazza tremendamente insicura, buona e fragile. Ma quando la situazione lo richiede, è in grado anche di farsi valere, o almeno ci prova. Ha due migliori amici, e un fidanzato che le nasconde un terribile segreto. Poi abbiamo lui, Thomas, un ragazzo complicato, vittima di un passato difficile, e di un evento che l’ha segnato per sempre, rendendolo il ragazzo duro, dispotico e arrogante che molto spesso è, ma ovviamente, lui non è solo questo, è nel corso della storia lo dimostrerà.

Come hai scelto il titolo?

Volevo un titolo breve, ma significativo. Better, ovvero, migliore, una parola che racchiude tutta la crescita personale che affronteranno i miei personaggi. Una parola che, a dire il vero, ognuno di noi dovrebbe utilizzare come spirito guida, quello di essere migliori. Fare del nostro meglio, per migliorare. Anche sbagliando, anche soffrendo, ma imparando fino alla fine, a diventare la versione migliore di noi stessi.

Cosa ti ha spinto a iscriverti a wattpad?

La voglia di mettermi in discussione e far conoscere ad altri, qualcosa creato esclusivamente da me, coinvolgendo e appassionando quante più persone possibili.

Credi che sia una piattaforma utile per gli aspiranti scrittori?

Assolutamente, soprattutto se come me, si è alle prime armi. Wattpad ti offre la possibilità di confrontarti con un vasto pubblico di lettori, e scrittori, da cui puoi imparare davvero molto.

Cosa rappresenta per te “Better”?

Better, è la prima storia in assoluto che scrivo, è come se fosse il mio primo figlio. Quindi con Better, vivo, e ho vissuto, tutta una serie di emozioni molto contrastanti tra loro. Inizialmente, ovviamente, c’era la fortissima voglia di portare alla luce questa storia, di dar vita a quei personaggi che risultavano fin troppo chiari e insistenti nella mia testa. Poi, non nego di essermi fatta prendere un po’ dalla paura di fallire, dalle insicurezze che tutt’ora mi trascino dietro, e che spesso mi hanno fatta vacillare. Però la verità è che scrivere di Better, mi rende felice, mi fa sentire completa, e appagata. Quindi posso dire che Better, rappresenta per me, quell’obbiettivo che porterò a termine ad ogni costo, ed è una bella sfida contro me stessa in realtà, perché ho sempre avuto il brutto vizio di lasciare le cose a metà.

C’è un messaggio che vuoi trasmettere con la tua storia?

Credo che l’unico messaggio che mi sento di trasmettere, è che l’amore non sempre è rose e fiori. Spesso fa male, molto male. Ci porta a fare cose che non vorremmo fare, o che non avremmo mai immaginato di fare. Ci fa scontrare con noi stesse, con i nostri limiti, con le nostre paure, ma alla fine, se l’amore è vero, non esiste tempo, misura, ostacoli capace di fermalo. Se è destinato a essere, sarà.

Nel mio blog ho inaugurato una rubrica che si chiama una canzone per un libro, qual è la canzone che tu attribuiresti al tuo libro? O che ti ha ispirato una parte del libro? 

Let Me Down Slowly di Alec Benjamin, è stata la canzone che mi ha ispirata maggiormente all’inizio del libro.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

I progetti sono molti, il tempo ahimè, è sempre troppo poco. Di sicuro punto a realizzarmi nel mondo del lavoro, che come ben sappiamo per una donna, nonché madre, non è proprio un gioco da ragazzi.

La tua storia non è ancora ultimata, ma sai già come finirà o ci stai ancora lavorando su?

La mia storia non è ancora ultimata ma so perfettamente come finirà.

La tua passione per la scrittura da dove nasce?

Non è una cosa con cui ci sono nata, anzi, fino a qualche anno fa, non leggevo nemmeno, e se qualcuno mi avesse detto che un giorno avrei reso pubblici i capitoli di una mia storia, gli avrei riso in faccia. Non so dirti esattamente da dove sia nata, io so soltanto che un giorno, una storia si è fatta viva nella mia testa, l’ho ignorata per molto tempo, ma lei continuava con insistenza a farsi sempre più nitida e reale, fino a quando mi sono detta: ma se anziché ignorarla, provassi a scriverla? Certo, potrebbe uscirne un disastro assoluto, ma in quel caso, chi lo saprebbe? Nessuno. E così ho fatto, un pomeriggio uggioso di circa sette mesi fa, seduta sulla poltrona del mio soggiorno, ho iniziato a buttare giù idee, dialoghi, momenti, è come per magia, tutta la storia ha preso vita in modo semplice e naturale.

Cosa, secondo te, fa di un libro un “buon libro”?

Premetto che non ho le competenze, e né mi sento nessuno per definire un libro, un “buon libro”, però nella mia ignoranza, credo che se scrivi qualcosa che ti nasce da dentro, che senti tuo, e che ti fa emozionare, allora, di sicuro, sarà un buon libro per te stesso, ed è già qualcosa.

Il consiglio che vorresti dare a chi si appresta a scrivere un libro per la prima volta.

Non sentirsi mai “arrivato” solo perché si è convinti di aver scritto un bel libro. E soprattutto, non farsi piegare dal giudizio altrui, ma saper riconoscere una critica costruttiva da quella distruttiva, e imparare da essa. Perché come in tutte le cose, non si smette mai di imparare.

Cosa vorresti far sapere ai lettori, della tua storia, che non ti ho ancora chiesto?

Vorrei soltanto dire che Better, ha tutte le caratteristiche per essere considerato un libro che narra la classica storiella d’amore tra il cattivo ragazzo, e la brava ragazza, pieno di cliché e scene già viste e riviste. Beh, non posso dire che in effetti, non sia così, però posso assicurarvi, che ho fatto del mio meglio per rendere ogni momento, ogni dialogo, ogni scena, ogni personaggio, il più reale, e originale possibile, e chiunque sia passato a leggere la mia storia finora, l’ha confermato restandone piacevolmente rapito.

Cosa vorresti che restasse di “Better” e che futuro vorresti che avesse?

Di sicuro vorrei che chiunque abbia avuto modo di leggerlo, potesse portarsi dietro il piacevole ricordo dell’emozioni provate durante ogni singolo momento della storia. Per quanto riguarda il suo futuro, non nego che mi piacerebbe vederlo esposto in qualche libreria, o sulla mensola di casa di qualche lettore, però sarò comunque soddisfatta anche se tutto ciò non dovesse mai accadere.

Concludiamo con una riflessione su “Better” lasciando ai lettori la frase, per te, più significativa.

È un estratto del libro, e credo che questo, più di qualsiasi altra frase, esprima alla perfezione ciò che penso. “Facciamo tutti degli errori, siamo esseri umani, può capitare. E non importa quanto fanno male, un giorno ne saremo grati, perché sono i nostri sbagli a definire le persone che siamo, impariamo a vivere grazie a quelli. Senza non coglieremmo la vera essenza della vita, saremmo solo degli involucri vuoti. I nostri sbagli ci rendono umani, non falliti.”

Grazie per questa intervista e che il tuo futuro possa essere esattamente come tu lo desideri.

Grazie a te, per avermi dato la possibilità di raccontarmi ad ancora più persone.

 

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