Appuntamento con l’intervista: “Apocalisse, 2000 anni dopo” di Cristopher Legrady

Buongiorno Christopher, benvenuto nel “Rifugio dei Pensieri” prima di parlare del tuo libro, ti andrebbe di dirci qualcosa di te?

Non c’è molto da dire in realtà. Sono una persona qualunque, ho vissuto per oltre dodici anni in Abruzzo dove ho completato i miei studi. Ho sempre avuto problemi a concentrarmi su qualsiasi cosa non fossero le mie fantasie. Terminati gli studi ho incontrato delle difficoltà nel trovarmi un impiego e due anni e mezzo fa ho colto un’occasione che mi ha portato a Budapest, dove attualmente risiedo, ma vorrei tornare in Italia nel prossimo futuro e in modo definitivo.

Di cosa parla il tuo libro “Apocalisse, 2000 anni dopo”?

Il mio romanzo compie un ambizioso balzo nel futuro, 2000 anni dopo un conflitto nucleare che cancella la civiltà come la conosciamo. In questo futuro il mondo è guarito del tutto dalle ferite inferte dall’uomo. Una piccola frazione di essere umani si era messa in salvo a bordo di rifugi orbitali. I loro discendenti fanno finalmente ritorno per reclamare questo “Nuovo mondo” avvalendosi di otto città ricostruite da eserciti di robot lasciati lì apposta per lo scopo. Essi però non sono soli. Molte persone sono state abbandonate a se stesse dopo la guerra e le genti dei rifugi orbitali supponevano sarebbero morte, ma così non è stato. 2000 anni dopo i loro discendenti popolano la terra. Non sono più semplici umani, ma quattro distinte specie che convivono in armonia e lottano in un ambiente spietato ricco di predatori e pericoli. Questi individui sono i veri protagonisti, mentre gli umani sono “i cattivi” se vogliamo usare questo termine un po’ semplicistico. Essi infatti non tollerano l’esistenza delle quattro specie, ignare del passato e delle proprie origini, e tentano in tutti i modi di sterminarle, avvalendosi di avanzate tecnologie e nuovi robot assassini che attaccano i villaggi in modo impietoso. Un gruppo di giovani membri delle quattro specie, protagonisti della storia, si ritroveranno coinvolti in una serie di eventi che li porterà ad imbarcarsi in un viaggio pieno di pericoli per sventare la fine del mondo come lo conoscono e scoprire le verità che il tempo ha sepolto.

Il titolo è molto eloquente, come lo hai scelto?

Non è stato facile. Ho avuto tanti dubbi, ho cercato di trovare altri titoli, ma non ho trovato uno migliore di questo. Credo che rappresenti appieno la mia storia e ne mostra l’ambiziosità con quel grande balzo temporale che io personalmente ho visto in ben poche storie.

Chi sono i protagonisti del racconto? Come li definiresti?

Come detto sono membri di tutte e quattro le specie. Raech, Ashlee, Max, Jessie, Sarah, Elizabeth e Tommy sono i sette protagonisti della mia storia. Ognuno ha il suo carattere e il suo modo di affrontare le cose. Non sempre sono in accordo su come gestire una situazione o su un argomento, ma sono veri amici, fedeli gli uni agli altri e sanno essere affiatati in battaglia.

Hai dedicato il tuo libro a qualcuno in particolare?

A mia madre e una sua amica, Ildiko. Mi hanno aiutato molto quando mi sono trasferito in Ungheria e mi hanno incoraggiato nel proseguire il mio lavoro sul libro.

Da cosa o da chi hai tratto ispirazione per il tuo libro?

Da varie fonti, storie che ho letto e trame di certi giochi a cui sono appassionato. Il tema di un mondo dopo la fine del nostro è in voga da sempre. Di storie che raccontano futuri ipotetici a seguito di cataclismi e guerre ce ne sono a bizzeffe. Ma come ho detto prima in pochi osano spingersi davvero lontano e cambiare radicalmente le cose. Io volevo ricostruire il mondo da zero e dare vita a qualcosa di totalmente nuovo. Se ci sono riuscito o meno i lettori, poi, lo diranno.

A quale genere appartiene il tuo libro?

Di base sarebbe fantascienza e posto-apocalittico, ma anche elementi distopici e qualcuno in altre recensioni ha affermato che richiama un po’ al fantasy, nonostante non vi sia nulla di magico. È un mix di generi e credo sia dovuto al mio modo di pensare.

La stesura del racconto è stata lineare o hai trovato delle problematicità durante il percorso di scrittura?

Sì ho incontrato delle problematiche e ho dovuto cambiare ed aggiustare molte cose prima di essere soddisfatto del risultato.

Perché i lettori dovrebbero acquistare il tuo libro?

Perché ha una storia da raccontare e un mondo tutto nuovo da offrire per chi cerca rifugio dalla nostra realtà. Inoltre alla fine il lettore comprenderà qualcosa di importante che riguarda il mondo e le persone reali.

Nel mio blog ho inaugurato una rubrica che si chiama una canzone per un libro, qual è la canzone che tu attribuiresti al tuo libro? O che ti ha ispirato una parte del libro?

Radioactive, degli Imagine Dragons. Una canzone che mi piace moltissimo e ritengo sinergizzi con esso.

La tua passione per la scrittura da dove nasce?

L’ho detto, ho problemi a concentrarmi su qualsiasi cosa non siano le mie fantasie. Io vivo costantemente con la testa da un’altra parte. Alla fine ho deciso di provare a rendere un po’ più reali quei mondi che esistevano solo nella mia testa gettandoli sulla carta. Mi chiedevo poi se a qualcuno sarebbe potuto piacere. Mi ripetevo sempre “se piacerà anche solo ad una persona allora è valsa la pena di scriverlo”.

Chi è stata la prima persona a cui hai parlato del tuo romanzo? Qual è stata la sua reazione?

Un amico conosciuto online. Ha letto la mia storia e gli è piaciuta e da lì ho preso coraggio per cimentarmi nella sfida della pubblicazione.

Cosa, secondo te, fa di un libro un “buon libro”?

Quanta passione e dedizione ci mette chi scrive.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Sto per proporre il mio secondo romanzo alle case editrici e ho altri manoscritti quasi pronti. Ho tante creazioni che scalpitano per venire alla luce ed intendo fare di tutto per far sì che accada.

C’è un messaggio particolare che vuoi comunicare attraverso questo libro?

Sì. Nel mio libro quel messaggio si recepisce forte e chiaro. La gente tutt’oggi ha paura del diverso e questo ci condiziona. Nel mondo ci sono continuamente disordini a causa di questo tema che è sempre di attualità. Forse il mio libro può insegnare una lezione o perlomeno fornire un promemoria.

Cosa vorresti far sapere ai lettori, del tuo libro, che non ti ho ancora chiesto? Magari una piccola curiosità…

Che non troveranno niente di simile da nessuna parte e questa non vuole essere un’affermazione arrogante. Io sono un lettore prima di tutto e come detto non ho trovato molte storie che osassero spingersi così lontano nel tempo e osare così tanto.

Dove troviamo il tuo libro?

Il mio libro è ordinabile sia in formato cartaceo che ebook su Amazon e altre piattaforme, dal sito della Casa Editrice e da un qualunque punto vendita raggiunto da Messaggerie Libri.

Il consiglio che vorresti dare a chi si appresta a scrivere un libro per la prima volta.

Lascia che sia la tua fantasia a guidarti. Scrivi ciò che senti.

Concludiamo lasciando ai lettori la frase, per te, più significativa del tuo libro.

“Lanciando questo attacco, gli umani ci hanno costretto ad abbassarci al loro livello, ma questo non significa che dobbiamo macchiarci dei loro stessi orrendi crimini. Lo facciamo non per vendetta, ma per costringerli a lasciarci vivere in pace.”

Grazie per aver scelto di rilasciare un’intervista a “Il Rifugio dei Pensieri”e buona fortuna per il tuo futuro.

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