Appuntamento con l’intervista: “L’asino non è stupido” di Angela Salogni

Buongiorno Angela , prima di parlare del tuo libro, ci piacerebbe conoscerti meglio. Ti andrebbe di raccontarci qualcosa di te?

Sono nata nel 1981 in provincia di Treviso ma vivo in Portogallo dal 2015. Scrivo storie da quando ho imparato a scrivere a scuola, ma ho completato il mio primo libro vero solo nel 2020. Ognuno ha i suoi tempi per capire qual è la sua vocazione, suppongo! Amo gli animali, soprattutto i gatti. Attualmente vivo fuori Lisbona con mio marito (portoghese) ed i nostri gatti Mitsu e Kioshi.

Di cosa parla “L’asino non è stupido”?

E’ una novella fresca e leggera in cui il protagonista principale è appunto un asino, Burro (parola che in spagnolo e portoghese significa proprio “asino”). Racconto  le relazioni di amicizia fra gli animali della fattoria e fra loro ed i Nonni, i proprietari. La scusa per raccontare personalità e relazioni è un mistero da risolvere: la gallina Tonina lamenta il furto delle sue uova, ma qualcosa nelle sue parole non torna. Burro proverà a risolvere questa faccenda con l’aiuto di altri animali.

Come hai scelto il titolo?

E’ un titolo semplice ed un’affermazione controcorrente. L’asino è, nell’immaginario comune, un animale stupido. Addirittura etichettiamo qualcuno come “asino” quando vogliamo dire che è stupido. Nel mio libro restituisco un po’ di dignità a questo simpatico quadrupede!

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?

La voglia di scrivere e l’amore per gli animali. Scrivo da sempre ma l’ho sempre tenuto per me. All’inizio non pensavo che l’avrei nemmeno pubblicato, poi ho deciso di buttarmi!

Cosa rappresenta per te “L’asino non è stupido”?

Il primo libro di ogni scrittore è come il primo amore: emozionante e segnante. Come tutti i “primi amori” li ricorderemo poi con imbarazzo o tenerezza, ma sarà per sempre la mia prima esperienza di confronto con il pubblico.

Qual è il messaggio che vuoi far arrivare con il tuo libro?

Un messaggio di misura ed educazione, di accettazione dell’altro, di liberazione dal pregiudizio.

A quale genere appartiene il tuo libro?

Difficile rispondere a questa! Il libro è scritto in modo molto semplice e leggero, il che lo rende adatto ad un pubblico di bambini, ma in realtà nasce come libro per un pubblico giovane ed adulto. Un po’ come “Il piccolo principe”, sarebbe sbagliato catalogarlo come un libro per bambini perché funziona dai 6 ai 100 anni!

Perché i lettori dovrebbero acquistarlo?

Perché è un libro delicato e leggero, economicamente poco impegnativo, ed il lettore uscirà da questa lettura con un sorriso sulle labbra.

Nel mio blog ho inaugurato una rubrica che si chiama una canzone per un libro, qual è la canzone che tu attribuiresti al tuo libro? O che ti ha ispirato una parte del libro?

Non c’è una canzone che ha ispirato il libro, ma se ci penso posso immaginare chi canterebbe una canzone che potrebbe adattarsi: immagino una canzone di Vecchioni o Guccini, oppure De Gregori. Cantautori di qualche tempo fa, poetici, diretti e sinceri.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Sono attualmente al lavoro sul mio secondo libro, che sarà molto diverso: un fantasy distopico, i personaggi saranno gli arcani maggiori dei Tarocchi. Le atmosfere sono decisamente più cupe, vi darà infinite occasioni di riflessione ed autoanalisi. Inoltre sono al lavoro con una mia cara amica traduttrice per avere “L’asino non è stupido” in Inglese.

La tua passione per la scrittura da dove nasce?

Sicuramente dalla mia famiglia di origine, i miei genitori sono avidi lettori e mia sorella ed io siamo cresciute letteralmente circondate da libri. A questo si aggiungano la mia personalità e creatività, era quasi inevitabile!

Cosa, secondo te, fa di un libro un “buon libro”?

Una storia avvincente, una scrittura fluida, un messaggio rilevante.

Il consiglio che vorresti dare a chi si appresta a scrivere un libro per la prima volta.

Ne ho scritto solo uno finora, quindi avrei molti più consigli  da ascoltare che da dare! Una cosa è certa, se avete una storia che vi ronza in testa, cominciate a scriverla, senza “se” e senza “ma”, buttatevi!

Cosa vorresti far sapere ai lettori, del tuo libro, che non ti ho ancora chiesto?

Nel libro troverete i gatti Mina ed Ernesto: sono gatti realmente esistiti ed infinitamente amati.

Cosa vorresti che restasse del tuo libro a chi lo legge?

Un senso di fiducia nell’umanità e la sensazione che possiamo tutti essere più gentili, con noi stessi e con gli altri.

Dove troviamo il tuo libro?

Per ora solo su Amazon Kindle.

Concludiamo con una riflessione su “L’asino non è stupido” lasciando ai lettori la frase, per te,  più significativa.

“Curioso, no? Come anche la più stramba delle situazioni possa insegnarti qualcosa e renderti una versione migliore di te stesso. Davvero curioso.”

Oppure:

“Ma essere una creatura semplice non dovrebbe trattenermi dall’essere una creature felice. E non dovrebbe trattenere neanche voi. “

Grazie per questa intervista a “Il Rifugio dei pensieri” e buona fortuna per il tuo futuro.

Grazie mille a voi!

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